Comitato Mare per Tutti della provincia di Savona

ASSOCIAZIONE CANOTTIERI SABAZIA - Savona

ASSONAUTICA di Savona

CIRCOLO NAUTICO LOANO

LEGA NAVALE ITALIANA – Sezione di Savona


Progetto per la

pratica di attività nautica

da parte di persone con disabilità

Redatto da Carlo Donisi – presidente L.N.I. Savona

Agosto 1999

  1. Presentazione del comitato
  2. Obbiettivi e organizzazione del progetto
  3. Disabilità e sport – relazione della Dott. Francesca Zucchi, fisiatra
  4. Esperienze della Classe 2.4 nella attività velica di disabili
  1. Presentazione del comitato

IL Comitato "Mare per Tutti della provincia di Savona" ha lo scopo di promuovere la fruizione del mare, attraverso il diporto e/o gli sport nautici, anche da parte di persone con disabilità.

Fanno parte del comitato:

2) OBBIETTIVI E ORGANIZZAZIONE DEL PROGETTO

L’ idea di partenza era di poter disporre a Savona di un paio di canoe e altrettante barche a vela con caratteristiche adatte a consentire l’ accesso al mare anche a persone con disabilità, una esigenza particolarmente sentita nell’ ambiente sportivo e certamente impegnativa nella sua pratica attuazione.

Nel corso della raccolta di dati e informazioni utili alla stesura del progetto, è maturata l’ ipotesi, ben più ambiziosa, di creare a Savona un centro specializzato nella attività nautica terapeutica.

Infatti ( e purtroppo ), dalle informazioni raccolte sembra decisamente notevole la richiesta di attività sportive per persone con disabilità, che possono trovare nuovi stimoli e ragioni di vita attraverso attività che pongono l’ individuo a confronto e contatto con il mare e il vento, generando sensazioni assolutamente uniche, particolari e coinvolgenti.

E’ utile evidenziare che un centro di questo genere potrebbe essere utilizzato non solo da residenti, ma anche da persone provenienti da altre regioni, attivando un flusso di turismo sportivo a valenza terapeutica con risvolti occupazionali non trascurabili.

Nonostante le difficoltà logistiche, è comunque possibile avviare una buona attività nautica per persone con disabilità, da utilizzare, tra l’ altro, come sperimentazione per valutare l’ opportunità di ricercare una area ove realizzare in un secondo tempo strutture idonee.

SICUREZZA

L’ attività nautica vera e propria dovrà essere preceduta da specifica preparazione in piscina, condizione vincolante per l’ acquisizione delle le doti di acquaticità necessarie a svolgere con sicurezza gli sport nautici.

L’ addestramento agli sport nautici avrà luogo in condizioni meteomarine sicure, con l’ uso di salvagenti omologati e l’ assistenza degli istruttori su un mezzo di soccorso.

PROGRAMMI DIDATTICI

La didattica federale, comunemente impiegata dagli istruttori di kayak e vela, sarà integrata con metodologie specifiche per l’ addestramento di persone con disabilità.

I programmi dei corsi saranno sviluppati sulla base delle esperienze già realizzate da altri circoli nautici, con particolare riferimento al centro specializzato di Ferrara.

MEZZI NAUTICI

Sulla base di quanto ampiamente sperimentato, saranno kayak di tipo normale, modificati con opportuni schienali di sostegno, e barche a vela della "classe 2.4".

La A.C. Sabazia avvierà una buona attività sperimentale con n. 3 canoe.

La L.N.I. Savona programma una attività di avviamento alla vela, con possibilità di introduzione alla regata, mediante n. 2 barche a vela, mentre altre 2 barche saranno operative presso il CN Loano.

PROGRAMMI A BREVE TERMINE

Ci si propone di avviare alla pratica degli sport nautici le persone con disabilità insieme agli allievi normodotati, con particolare riferimento ai giovani traumatizzati da incidenti stradali e ai loro coetanei, con l’ utilizzo degli stessi mezzi nautici per entrambi con il chiaro intento di favorire l’ integrazione senza alcuna distinzione relativa allo stato di abilità.

SVILUPPI E MEDIO E LUNGO TERMINE

Ci si propone di stimolare l’ interesse per l’ agonismo nei soggetti che avranno maturato un adeguato grado di preparazione, con chiari intenti riabilitativi in termini di autostima.

Fra gli stessi soggetti andranno ricercati inoltre potenziali futuri istruttori da affiancare agli staff tecnici delle associazioni, con chiaro intento di favorire il successo del progetto attraverso meccanismi di emulazione.

 

3) DISABILITA’ E SPORT

Dott. Francesca Zucchi – Fisiatra

INTRODUZIONE

L’ esercizio fisico ha lo scopo di migliorare lo stato generale di salute. Attraverso l’ allenamento, inteso come "corretta e progressiva abitudine allo sforzo", vengono potenziate la funzione cardiocircolatoria, l’ efficienza muscolare e le prestazioni psico -attentive dell’ atleta.

L’educazione allo sport, pertanto deve valutare due aspetti che non possono essere mai considerati distinti fra loro: quello organico e quello psico – sociale.

L’inserimento del disabile in ambito sportivo prevede proprio di giungere alla padronanza della disciplina in entrambi gli aspetti e richiede il potenziamento delle capacità residue e, a seconda dei casi, la modifica tecnica degli strumenti utilizzati nella pratica sportiva.

All’interno di questa ottica, ogni regola del gruppo ( inteso come allenatore ed atleti ) può essere modificata, in funzione della potenzialità del singolo.

Questo passaggio è importante nella ricerca del risultato, in quanto permette il perfezionamento della esecuzione del gesto ed infine la vera e propria competenza nella disciplina appresa.

PROGETTO "MARE PER TUTTI"

In ambito sportivo, tra le varie discipline che possono essere praticate da persone con disabilità motorie, due ci sembrano particolarmente adatte alle caratteristiche di una città di mare come Savona: la vela e la canoa - kayak.

Partendo da realtà già esistenti, quelle dei corsi di vela della Lega Navale Italiana Sezione di Savona e dei corsi di canoa – kayak della Associazione Canottieri Sabazia di Savona, abbiamo costituito un gruppo di lavoro per la realizzazione del progetto "mare per tutti".

Innanzitutto vorremmo che i corsi fossero rivolti a chiunque desideri avvicinarsi a questi due sport, senza alcuna distinzione…

Ciònondimeno ci rivolgiamo in particolar modo a persone con disabilità motorie, portatori di lesioni midollari congenite oppure acquisite, o di esiti di amputazione di arto inferiore, ma siamo pronti a valutare queste opportunità per chiunque ne faccia richiesta.

Tenendo presente che i corsi saranno inseriti nell’ ambito di società sportive già esistenti, bisogna considerare l’ aspetto di aggregazione tra i soci e gli allievi con disabilità, sempre molto importante e fondamentale per assicurare la continuità della pratica sportiva.

In entrambe le discipline, vela e canoa – kayak, è previsto un addestramento preliminare alla pratica del nuoto in strutture adeguate, per consentire lo svolgimento dell’attività in condizioni di massima sicurezza.

Partendo dall’ esperienza dei corsi di vela e di canoa – kayak istituiti da decenni presso la L.N.I. e la A.C. Sabazia di Savona, ci siamo confrontati con due gruppi operanti in Emilia Romagna, che hanno esperienze di lunga data nel campo dell’ Handikayak e della vela per disabili.

Seguono due brevi relazioni di riferimento, relative alla attività di Handikayak presso il Canoa Club Ferrara e di vela per disabili presso lo Yachting Club Marina di Ravenna.

HANDIKAYAK

"Non esistono particolari requisiti per praticare l’ handikayak, in quanto è l’ attività stessa che porta ad una maggiore padronanza di sé sul piano psicologico, attraverso la padronanza di un mezzo ( la barca ) e dell’ ambiente nel quale l’ atleta pagaia, nonché sul piano fisico, con il miglioramento dell’ equilibrio, delle funzioni cardio – respiratorie e l’ acquisizione di alcuni nuovi schemi motori".

Con queste parole, E. Hugen, responsabile della commissione Handikayak della Federazione Francese di Canoa – Kayak, riassume i concetti fondamentali di questa pratica sportiva.

 

In Italia abbiamo visitato il Canoa Club Ferrara, una società sportiva costituita nel 1977, che da molti anni ha una sezione di Handikayak che collabora con l’ Ospedale San Giorgio di Ferrara ed annovera allievi da ogni parte d’ Italia.

Presso il C.C. Ferrara vengono organizzati corsi base di perfezionamento, competizioni e scambi culturali con altre associazioni italiane ed europee ( soprattutto francesi ed inglesi).

La barca

La canoa utilizzata per l’ Handikayak non è diversa da quella della pratica sportiva comune, vengono solo realizzate le seguenti modifiche tecniche al sedile:

L’ accesso al mare

I kayak vengono posizionati su mensole poste ad altezza di carrozzina, con un carrellino dotato di ruote, che consente al disabile di prelevare autonomamente il natante dal proprio alloggiamento e di calarlo in acqua.

Con la pratica, viene effettuato il trasferimento del kayak in modo autonomo ed in sicurezza, senza necessità di aiuto da parte di terzi.

La didattica

I corsi hanno una durata di 5 lezioni e sono previsti succesive uscite in gruppo a scopo agonistico o semplicemente di svago, gite domenicali, gemellaggi con altre società sportive.

Durante l’ inverno, è prevista l’ utilizzo della palestra del club per mantenere il livello di allenamento acquisito con la pratica della canoa.

L’ esperienza

I responsabili del C.C. Ferrara, l’ allenatore e lo staff medico dell’ Ospedale San Giorgio di Ferrara, punto di riferimento insostituibile dell’ attività del club, sono disponibili a collaborare con la loro esperienza per la creazione di una struttura analoga in Savona.

VELA

Abbiamo contattato il dott. Paolo Randi, medico e velista, che da molti anni si occupa di corsi di vela per disabili presso lo Yachting Club Marina di Ravenna.

La barca

Le barche ivi utilizzate appartengono alla "classe 2.4", che riproducono in miniatura le barche della "Coppa America" e sono impiegate in tutto il mondo da velisti di ogni età e capacità.

Le particolari caratteristiche progettuali, con il timoniere seduto frontalmente e tutte le manovre rimandate nell’ alloggiamento, consentono la pratica della vela anche da parte di disabili oltre che di velisti normodotati.

La "classe 2.4" sarà presente alle paraolimpiadi di Sydney nel 2000.

Non sono necessarie modifiche alle imbarcazioni, ma solo la disponibilità di un pontile galleggiante che consenta il trasferimento del disabile dalla carrozzina alla barca e viceversa, in sicurezza e, con la pratica, anche in autonomia senza l’ aiuto di terzi.

La didattica

I corsi prevedono circa 10 lezioni di teoria e pratica, al termine delle quali gli allievi sono in grado di utilizzare la barca in autonomia, sia in navigazione che durante i trasferimenti.

Alcuni allievi del corso di vela sui "2.4" di Marina di Ravenna hanno acquisito con il tempo competenze tali da consentire loro la partecipazione a regate, anche a livello internazionale, oppure hanno acquisito una propria imbarcazione da utilizzare vicino al luogo di residenza, per praticare con continuità lo sport della vela.

L’ esperienza

IL dott. Randi ed i suoi collaboratori sono disponibili a mettere la loro esperienza a disposizione del progetto "mare per tutti" di Savona.

 

4) Esperienze della Classe 2.4 nella attività velica di disabili

La Classe 2.4 ha sede ad Alassio, via Rossini 7, Tel/fax 0182.643952: segretario di classe è Turbiglio Marco che ricopre l’ incarico da 10 anni e pratica attivamente la vela agonistica ad alto livello, avendo vinto più volte il Campionato Italiano di classe, inclusa l’ edizione 1999.

Sebbene sia egli stesso un disabile, Turbiglio fa di tutto per evitare che la classe sia ghettizzata e, come del resto avviene nel resto del mondo, sulle barche della Classe 2.4 fanno vela indistintamente persone con disabilità e persone normodotate che, date le peculiarità di questa barca, si confrontano alla pari.

Attualmente in Italia sono attive circa 60 barche della Classe 2.4.

Si ha notizia di vari centri dove l’ attività viene svolta in maniera organizzata, con finalità terapeutiche:

GENOVA 5 barche della Regione Liguria, messe a disposizione dello Y.C.I. (n.2) e della L.N.I. (n.3)
LIVORNO 10 barche presso l’ ASSONAUTICA
MANDELLO DEL LARIO 2 barche presso la L.N.I.
RAVENNA 4 barche presso Y.C. Marina di Ravenna
SALERNO 5 barche della Associazione Pro disabili a disposizione della L.N.I. per attività in collaborazione con centri di riabilitazione
TRENTO 2 barche presso C.U.S. Trento

 

L’ esperienza della L.N.I. Genova Centro

Significativo il caso del Sig. Malagugini Silvano, che fa parte del Consiglio Direttivo della Sezione L.N.I. , occupandosi della gestione dell’ attività delle 3 imbarcazione della classe 2.4 in dotazione alla L.N.I., utilizzate per corsi di vela aperti a tutti nonchè per la pratica della vela e per la partecipazione a regate.

Attività che egli stesso pratica in quanto persona con disabilità, conducendo personalmente il pullmino che traina il rimorchio con le 3 imbarcazioni per le regate in trasferta, alle quali prende parte anche il figlio, un bambino di poco più di dieci anni.

L’ esperienza della L.N.I. Mandello del Lario

Dopo l’ acquisto nel ’95 di una prima barca con la quale il Sig. Annoni Carlo ha svolto il Corso Istruttori Sportivi Disabili e ha poi vinto il Campionato Italiano, nel ’96 è stata acquistata una seconda barca da dedicare all’ addestramento velico di un disabile, con lo scopo di avviare lo stesso alla attività agonistica prendendovi parte insieme all’ istruttore.

IL Sig. Annoni ha ricevuto richieste dal primario di fisiatria di un ospedale di Milano per l’ avviamento alla vela a scopo riabilitativo di 10-12 giovani alla volta, con traumi da incidenti, ma non ha potuto accettare l’ incarico non disponendo di mezzi in numero sufficiente.


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