Lega Navale Italiana

Sezione di Savona


 

MEDITERRANEAN ODYSSEY 2002

Dal diario di bordo di SHAMAL ( Davide Biancheri )

 

4 maggio 2002 - Marsiglia

Un po' di relax, fra pasti caldi e turismo per rinfrancare l'equipaggio, ridotto male dopo l'arrivo alle 21:35 del 2 maggio, sotto un diluvio che ci ha tenuti a mollo per oltre 7 ore.

 

Siamo stati in visita a "Notre Dame de la Garde", un santuario su una collina che domina tutta Marsiglia con una grande statua della Madonna ( 11 metri, 9000 chili ), coperta di lamine d'oro. Come tutti i santuari dei posti di mare, incluso quello di Savona in località "Santuario", anche questo è pieno di ex voto, e non a caso ci sentiamo nel posto giusto guardando dall'alto lo spettacolo mostruoso del mare completamente bianco sotto il mistral fortissimo. Per Lunedì è prevista brezza da levante a Forza 3: se sarà così, avremo troppo poca spinta contro l'onda vecchia della burrasca dei giorni precedenti. Per martedì è previsto un rinforzo a Forza 6 - 7 ancora da Est, cioè niente vie di mezzo, o troppo o troppo poco. Per giunta, il levante forte alzerà parecchia onda sui bassi fondi della costa spagnola.

 

5 maggio 2002 - Marsiglia

Oggi c'è stata la premiazione, con una classifica che in pratica è l'ordine di arrivo penalizzato con le ore di motore, per cui potrebbe andare bene per barche monotipo dalle prestazioni uguali, dato che è costituita dalla somma delle ore di motore dichiarate all'ora di arrivo, senza alcun calcolo di compenso per le diverse lunghezze delle barche.

 

Come si sa, la velocità delle barche è proporzionale alla lunghezza al galleggiamento, vale a dire che le più lunghe arrivano prima. Infatti un 9 metri (LWL) come Shamal fa al massimo 7,2 nodi e un 16 metri, ad esempio, ha una velocità teorica di 9,6 nodi, per cui in 25 ore di vela Shamal potrebbe percorrere al massimo 180 miglia teoriche (in realtà sono state 135 miglia, considerato il calo di vento notturno), mentre il 16 metri dovrebbe coprire 240 miglia in 25 ore, cioè essere già in porto da un pezzo quando Shamal è rimasto senza vento sotto il diluvio. Come si vede, si tratta di importanti differenze di prestazioni, di cui non si tiene alcun conto.

pos

barca

ora arrivo

ore motore

Totale

ore

1

2

3

4

5

6

7

8

9

10

11

12

Talita

Pinacolada

Brezza IV

LeonPancaldo

Orlanda

Callipigia

Shanti

Taboo

Solaris

Shamal

Bellatrix

C. Noisette

18:30

21:25

19:55

21:55

19:45

21:00

20:30

19:00

01:05*

21:25

03:00

fermo

1:30

0:00

2:00

0:45

3:00

1:55

3:00

5:00

2:45

7:25

4:00

20:00

21:25

21:55

22:40

22:45

22:55

23:30

24:00

27:50

28:50

(*)

(**)

(*) Bellatrix è arrivato fuori tempo massimo alle 3 di mattina del 3 maggio

(**) Casse Noisette si è fermato a Porquerolles per riparare un’avaria al boma

 

In effetti questa non è una regata pura, e non c’è alcuna stazza delle barche. La classifica è quindi una formalità per un simpatico brindisi tutti insieme e Shamal si è aggiudicata il premio per i più bagnati.

 

Oggi è arrivato Dino (Biancheri) che da il cambio ad Alberto.

 

Le previsioni per la partenza di lunedì 6 maggio sono di maestrale in attenuazione.

Ci butteremo subito al largo e saremo presto fuori dal raggio di azione del cellulari per cui non potremo più mettere on line il diario di bordo, come invece facevamo su Karina dall’Atlantico all’ ARC del 1997, dove avevamo l’antenna satellitare.

 

Notizie del Leon Pancaldo raccolte da Alessandra Panero:

Al comando della nave scuola di 18 metri dell’Istituto Nautico Leon Pancaldo di Savona c’è il Prof Iovieno, che nella prima tappa aveva in equipaggio il Preside Prof. Gargano e il Prof. Celentano, sbarcati insieme agli allievi per il primo ricambio dell’equipaggio.

Molto soddisfatto il comandante, perché gli allievi hanno portato benissimo il ketch, che è particolarmente potente ed impegnativo, ed hanno tutti ricoperto con responsabilità i ruoli assegnati.

Un’avaria al tangone ha comportato qualche momento di difficoltà, perché il timoniere di turno ha perso il controllo della rotta a causa dell’ improvviso squilibrio delle vele, e la barca ha girato in tondo su stessa. Per riprendere il controllo della vela di prua impazzita senza più la tensione del tangone è stato necessario accendere il motore per gli unici 45 minuti di tutta la traversata.

 

 

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