L.N.I. Savona

Gruppo Sportivo DILETTANTISTICO Motonautico

Specialità Moto d'Acqua

CAMPIONATO ITALIANO 2006  MOTO D’ACQUA ENDURANCE

 Raid Pavia-Venezia – 28 maggio 2006 – 2° tappa


.

Graziella Fontana al comando del Campionato Italiano Endurance Master

 

 

Raid Pavia-Venezia all'insegna dell'avventura per Graziella Fontana. Fra le insidie dei 431 Km del fiume, la portacolori della Lega Navale savonese nella categoria della Moto d’Acqua Endurance ha superato brillantemente tutte tre le manche evitando non solo le secche ma anche la lenza di un pescatore che, dopo averle tranciato il guanto sinistro a 100 Km all'ora, non ha causato altri danni ben peggiori per la prontezza di spirito della centaura di abbassare la testa e far scivolare sulla visiera e sul casco la pericolosa minaccia.

Dopo la seconda prova del Campionato Italiano, la pilota sponsorizzata dalla Rossmare International e dalla Ravera Motoricambi Savona è così ancora al comando della classifica, nonostante che all'arrivo nella nebbia della foce del Po la giuria l'abbia erroneamente classificata in quinta posizione, dietro ad avversari che in realtà sono stati superati dalla savonese. La Pavia-Venezia di Graziella Fontana avrà così uno strascico con il ricorso per non perdere ingiustamente punti che potrebbero rivelarsi determinanti a fine campionato.

 

Questo il racconto di Graziella:

C'è da dire che il briefing della Pavia - Venezia è veramente fatto con estrema responsabilità dagli organizzatori: tutti i punti pericolosi sono fotografati e descritti dal relatore in modo esaurientissimo. Quest'anno c'erano talmente tante secche nel primo tratto che non so come ho fatto a non finirci incagliata. Certi passaggi erano strettoie obbligate e segnalate, ma tanti altri lembi di sabbia si estendevano attraverso il fiume infidamente, ed un paio di secche le ho evitate bruscamente all'ultimo momento.

La Jetimmagine, che mi aveva fornito l'assistenza a terra l'anno scorso, era impegnata a Jesolo alla gara di recupero del Campionato Circuito, ma alcuni amici di Savona mi hanno permesso di portare a termine il raid con un rifornimento di taniche fra la prima e la seconda prova, dove sono andata molto forte, e altri amici veneti mi hanno rifornito con un fusto da 60 litri a metà della terza prova di 189 km, effettuando un velocissimo "pit stop" di un minuto e mezzo, tempo record riferito da un team avversario che dalla sponda opposta controllava con i binocoli!  Proprio questo pit stop mi ha fatto eccellere con un tempo buonissimo nella "Coppa Montelera" e da qui mi sono lanciata con un bel vantaggio nella parte finale verso la foce... senza sapere che mi aspettava uno spavento mica male. Dove il letto del fiume si allarga, le lingue di sabbia aumentano ed aumentano i pescatori che con gli stivaloni inguinali si azzardano verso l'acqua alta… per fortuna avevo un tipo di guanti rinforzato fornito dalla Ravera Motoricambi, che mi hanno salvato la mano quando mi sono impigliata in una lunghissima lenza che mi ha letteralmente segato la stoffa delle quattro dita del guanto di sinistra senza intaccato la mano… sulle prime però ho temuto il peggio perché ho visto uscire dei grumi rossi che ho scambiato per gocce di sangue, mentre invece era per fortuna l'imbottitura, e per un po' ho corso con il braccio alzato per fermare la presunta emorragia, mentre la gente sulla riva rispondeva a quello che sembrava un saluto.  Faceva un freddo tremendo e pensavo fosse per questo che non sentivo male, poi ho recuperato la calma e a mente fredda ho capito di averla scampata bella, soprattutto perché ho avuto la prontezza di abbassare la testa e di fare scivolare la lenza sopra la visiera e il casco senza restare impigliata alla gola a 100 km all'ora.

Oltre al freddo c'era anche la nebbia a banchi e in qualche tratto ci si vedeva poco: in prossimità dell'arrivo ho superato due concorrenti partiti prima di me, la moto d'acqua n. 74 di Reggiani e un "trottolino" che non ho riconosciuto, e poco dopo ho sbagliato a infilare a sinistra una biforcazione del fiume ma me ne sono accorta subito e sono tornata indietro per svoltare a destra. Così ho superato di nuovo gli stessi due concorrenti mi avevano seguita nell'errore e avevano invertito la marcia a loro volta appena mi hanno vista tornare indietro: poco dopo ho visto i gabbiani volteggiare, che è il segnale che da lì a poco c'è l'arrivo, e ho finito la prova all'Isola Serafini.  Ma l'avventura non era mica finita, perché mi sono ritrovata quinta in classifica dietro a Reggiani che è invece arrivato dopo di me. Probabilmente si tratta di una svista della giuria nella nebbia della foce, e anche quest'anno la mia Pavia - Venezia finisce con un ricorso.