Dalla rubrica "Biblioteca" del Notiziario della Lega Navale Italiana Sezione di Milano

marzo-aprile 2004

 

Mafred Marktel

Mare, traversate, amici, tartarughe e tanti dubbi

Edizioni Saviolo - Vercelli 2003

 

UN AMICO SOCIO IN BARCA

 

L’autore del libro di cui scrivo è innanzi tutto un Socio che da molti anni non vedo e che mi è ritornato d'improvviso accanto, sul tavolo, con questo interessante diario di viaggio. Manfred Marktel si presenta in quarta di copertina: passo le sue note ai lettori del NOTIZIARIO. Manfred è austriaco, ma italiano di adozione. Ex dirigente industriale, vive con la famiglia a Celle Ligure e questo spiega la sua appartenenza alla Sezione LNI di Savona. Là sta collaborando con un progetto per disabili di nome “Mare Forza 10". Toglietevi subito dalla testa che Manfred sia un tipo spiaggia, ovvero un Socio "costiero". Ha già alle spalle 80 mila miglia quasi tutte in solitario: una circumnavigazione dell'Italia, una crociera alle Azzorre, quattro, traversate atlantiche, dirette al Sud America e ai Caraibi. Ora vuole andare in Brasile. La sua ultima barca a vela, "Maus", è un 11 metri in acciaio e questo materiale di costruzione ricorda in un certo senso la sua complessione fisica di individuo forte, ma rispettoso del mare.

Il titolo del suo libro è quasi un sommario e quei "tanti dubbi" potrebbero far pensare a un timoroso, più che a un rispettoso. Ma non è cosi, Manfred è forte, come lo sono gli uomini liberi che hanno conquistato i mezzi necessari per navigare, lavorando da professionista. Ed è un uomo libero che ha lasciato un lavoro ben retribuito per vivere alle prese con le difficoltà del mare, avendo anche la fortuna di possedere una famiglia che glielo permette e Io lascia andare lontano anche a lungo senza creargli problemi. Qualcuno a questo punto potrà chiedersi: “Va bene, ma a me che interessa delle crociere dell'autore?" Le cose non stanno così. Il diario di Manfred è quanto di più semplice e sincero ci si possa immaginare. Una volta tanto non si è costretti a digerire fatti e vicende epiche o gloriosa-mente sportive. Si legge e si finisce per convivere a fianco, del Marktel, scoprendo man mano di avere a disposizione uno skipper capace di risolvere da esperto i problemi della navigazione oceanica. Come da curriculum. Il presidente della società dove lavorava gli aveva detto accomiatandolo "lu l'è matt, però che el mi manda una cartolina da ogni porto". Cosa che Manfred ha fatto con l'inappuntabile serietà degli uomini d'oltralpe, e di porti ne ha toccati tanti. Dicevo della semplicità del diario. Non alludo alla sinteticità, Manfred è invece ricco di note e osservazioni che colorano e riescono utili a chiunque vada per mare senza fare economia di miglia. La semplicità è nel linguaggio, che riesce diretto, senza fronzoli e talora persino dimentico (ma è raro) di sintassi o di terminologia nautica. Ma l'autore è austriaco e allora è plausibile.

Vorrei saper scrivere cosi in tedesco.

Riassumo. Manfred parte da Varazze e se ne va a Las Palmas, Canarie. Li vive una grossa crisi e dopo una falsa partenza verso sud, riprende verso... nord. Ci ripensa e, riagguantando il filo dei suoi propositi, raggiunge l'arcipelago di Capo Verde, a Mindelo.

Dopo un mese di vita fra quelle isole esotiche, ma non troppo, parte per il Venezuela dove, al primo contatto, dovrà puntare la sua lanciarazzi contro una strana barca a motore che gli fa temere la rapina. Bravo, dovremmo farlo anche noi, con i neo-saraceni. Poi i Caraibi, Guadalupa, Basse Terre con una serie, di incontri sorprendenti e amichevoli che a un certo punto gli fanno scrivere "il mondo è piccolo", il che per uno che è già a quasi 10 mila miglia di crociera in oceano è per lo meno curioso. Poi Horta e Ponta Delgada alle Azzorre. Di qui il balzo a Gibilterra e chiusura del discorso con l'Atlantico. C'è una osservazione di Manfred che colpisce: l'Atlantico, il Mediterraneo e presumibilmente le restanti acque meno fredde del mondo sono super pullulanti di tartarughe marine, le comuni Caretta caretta. Chi aveva detto che erano in corso di estinzione? Anche Cousteau aveva predetto un Mediterraneo cadavere per la fine del secolo scorso? E l'effetto serra e il buco dell'ozono, e l'esaurimento del grezzo sotterraneo? Signori, vediamo di darci una regolata, voglio aggiungere. Ritorno a Varazze con issato il gran pavese, dopo 12 mila miglia in solitario e 900 in compagnia, 110 giorni e notti passate in mare, ore di motore totali 600. Conclude con: "Rientro nelle acque territoriali italiane, ma non esiste differenza con quelle precedenti, francesi. Ma sono contento di vedere la prima motovedetta della Guardia di Finanza". Confesso, mi è spiaciuto di avere concluso il libro. L’ho riletto

 

Sergio Malingher