Dalla rubrica "Biblioteca" del Notiziario della Lega Navale Italiana Sezione di Milano

novembre-dicembre 2003

 

Alberto Cavanna

Bacicio do Tin

Gruppo Ugo Mursia Editore - Milano 2003

Pag. 397

 

Su ali di leggenda

Alberto Cavanna, nome e cognome dell'abile narratore che con quest'opera stupisce per la folgorante invenzione di una leggenda, dimensionata su testimonianze d'epoca e su caratteristici personaggi liguri, spezzini in particolare. Il marinaio focalizzato dalla vicenda risulta tanto tridimensionale che viene voglia di allungare un dito per toccarlo e chiedergli di aggiungere ancora qualcosa alla vicenda.

Cavanna è un bravo affabulatore. I suoi personaggi appaiono veri quanto lui, che fra le pagine talora confronta la sua fatica anche con la moglie. E l'impalcatura della leggenda per molti versi diviene anche una coerente analisi storica. Il bello è che in apertura si avverte "essere il presente lavoro frutto di invenzione e ogni eventuale riferimento a persone e fatti reali è puramente casuale e non voluto". Viene voglia di dire: "E chi ci crede?" Anche Renzo, Lucia e Don Abbondio sono frutto d'invenzione. I comandanti inglesi parlano in perfetto idioma nautico di Albione, il diplomatico francese invia missive in gallico, il personaggio principale, che finora ci siamo dimenticati di nominare, e i suoi marinai, si esprimono in ligure schietto e scrivono in dialetto o in italiano maccheronico. E' tempo e luogo per la fantasia. Il nostro si chiama Giovan Battista Caviciòli vulgo Bacicio, poi divenuto "do Tin", cioè dell'isola del Tino, al largo di La Spezia. La leggenda del Bacicio di Cavanna riferisce di fatti e misfatti, avventure e disavventure raccontati nei minimi particolari storico-geografici e con rara proprietà di linguaggio, in particolare marinaresco. Si dica quel che si vuole, ma noi abbiamo trovato in questo libro una potenza descrittiva, un calore umano di tono così elevato da farci amare i suoi personaggi, persino quel Bacicio segnato dolorosamente da una vita rapinatagli in Liguria dalla Marina di Sua Maestà britannica. Qui non vogliamo minimamente riassumere la storia, salvo che accennando al breve sommario di copertina: "corsaro dell'Imperatore e pirata in Alto Tirreno". L'equilibrata ironia dell'autore permea i bozzetti che tratteggiano profili umani caratteristici della provincia ligure, costretta tra la temibile energia delle onde e l'immobilità delle alture che la separano da regioni opulente. Non per niente, pagina 5 apre con una esclamazione del Bacicio, ma tanto comune che tempo addietro l'avevamo colta a volo su un'autentica barca di pescatori: "S'i pàrta en belìn dàe Indie, i ssciòpa'n't'er cuo a me".  Forse questo atteggiamento fatalista, tipico dei liguri e testimoniato dal Cavanna, nasce dal loro confronto con l'immutabile presenza del mare.

 

Sergio Malingher

 


 

Quarta di copertina

Storia di mare, di poveri cristi,

di guerra e di amori.

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Così andò la vita di Giovan Battista Caviciòli, marinaio spezzino che il destino trasformò in uno dei più temuti pirati del Tirreno.

Comandante del veloce Lanpo, corsaro di Napoleone e infine pirata in proprio sulle coste dell'Alto Tirreno con il nome di Bacicio do Tin. Dalla Spezia a Trafalgar, dalle coste africane alla Palmaria, dall'Atlantico alla Costa Azzurra corre veloce la vita di Bacicio tra navi e guerre, furti e amori, ricchezze e miserie.

E corre sulle sue tracce uno strampalato bio-grafo dei nostri giorni che, con cocciuta deter-minazione, cerca di scoprire dove si nasconde il tesoro del Bacicio…

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Alberto Cavanna, costruttore di navi e di storie, con Mursia ha pubblicato Storie di navi, di viaggi e di relitti.

 

Bacicio do Tin   si è classificato al secondo posto del Premio Bancarella 2004