LNI SAVONA

Gruppo Sportivo Canottaggio

Agostino Abbagnale incontra

i canottieri della Lega Navale savonese


 

Grande entusiasmo alla Lega Navale savonese per l'incontro del 31 gennaio di Agostino Abbagnale con i canottieri bianco-rossi. Tutti presenti, dai tecnici Franco Badino, Bruno Pignone, Enrico Pino agli atleti di spicco Flavio Pignone, Matteo e Silvia Marullo, Daniela e Marcella Taverna, ai pulcini con gli occhi sgranati davanti alle immagini delle numerose vittorie del più giovane dei mitici fratelli Abbagnale, raccolte in un video federale con le entusiasmanti telecronache di Giampiero Galeazzi che hanno scatenato più volte gli applausi.

Tre medaglie olimpiche, numerosi titoli mondiali e nazionali, ma anche tanto impegno e una incrollabile forza di volontà per superare i momenti difficili, raccontate con semplicità e simpatia che hanno fatto apprezzare ancora di più l'incontro con il campione.

Numerose le domande, anche da parte delle mamme presenti.

La domanda di Matteo Marullo: "Io penso che il ruolo di capovoga nel quattro olimpico avrebbe dovuto essere assegnato a Lei, è d'accordo?"

"No, la scelta di Sartori è stata azzeccata perché Alessio ha saputo dosare le forze, senza forzare nella fase iniziale, e ci ha portato al serrate con ancora una buona riserva di energia determinante per la vittoria."

Una mamma: "Come mai il canottaggio non ha la diffusione di altri sport? non è strano che, per esempio a Savona, città di mare, pochi giovani pratichino il canottaggio?"

"Ci vogliono gli esempi trainanti. Anche al mio paese, a Castellamare di Stabia, fino a venti anni fa era praticato solo da pochi atleti: in seguito all'entusiasmo per i nostri successi si può dire che oggi il canottaggio sia il primo sport di Castellamare, praticato da quasi tutti i ragazzi."

"Che ne pensa del singolo? Preferisce remare in equipaggio?"

"Io ho vinto parecchio anche in singolo. Però per mentalità sono un passista, più adatto al lavoro di squadra, mentre il singolo è più difficile perché richiede un temperamento esplosivo."

"Che cos'era per Agostino Abbagnale il canottaggio a sedici anni, e cos'è oggi con il senno di poi?"

"A sedici, la prima medaglia olimpica: un sogno che si avverava. Oggi, con il senno di poi, tante soddisfazioni, ma anche tanta fatica: uno sport che mi ha aiutato a crescere anche come persona insegnandomi a trovare la forza per superare i momenti difficili della vita."

Alla fine, tutti hanno voluto un autografo e una foto con il campione: un esempio bellissimo per i giovani, che non mancherà di mettere radici positive da qualche parte del subconscio di ognuno.

 


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