LEGA NAVALE ITALIANA

Sezione di Savona

 

Savona,  23 luglio 2006


Una ricciola di 11 Kg

 

 

Mai come quest’ anno la stagione pare essere in ritardo per non parlare di quella dei pelagici, un insistente taglio di acqua fredda è inchiodato tra 8 e 10 metri e non ne vuole sapere di smuoversi da quelle quote.

Dopo alcune uscite mattutine infruttuose tento una sortita pomeridiana in solitaria anche per testare se le condizioni del taglio sono migliori di quelle riscontrate all’ alba.

Verso le 16.00 sono già in mare in modo da poter controllare più zone sperando di trovarne una con condizioni ottimali e dove giri un po’ di pesce ma, purtroppo, i primi due posti non danno buoni risultati e a parte qualche piccolo dentice e a qualche barracudino che nuotano beatamente al disopra del taglio di acqua fredda, posto come  previsto alla quota di 10 metri, non vedo niente di interessante da immortalare sulla mia videocamera.

Sono quasi le 19.00 e tra spostamento e pescata mi resta solo un posto da visitare, sono indeciso fra una leggermente più lontana dalla mia attuale posizione ma con fondale che consente di pescare a qualsiasi quota e una più vicina ma fatta a gradini con profondità iniziale di una decina di metri e salti di circa 6/7 metri.

Opto per la seconda zona e una volta in acqua trovando per  la prima volta il taglio un paio di metri più fondo che negli posti, c’è anche tanta mangianza ma piuttosto larga e decisamente tranquilla; dopo quasi un ‘ora di aspetti effettuati nello stesso punto la situazione non cambia, tutto tace decido quindi di fare un ultimo aspetto ad una trentina di  metri di distanza vicino al punto in cui avevo lasciato il pallone pedagnato. Anche qui è presente molta mangianza che mi avvolge a 360°, sono rivolto verso il largo da dove generalmente arriva il pesce, come faccio di solito mi guardo attorno cercando di controllare la maggior quantità di specchio acqueo nell’ attesa che sia la mangianza a dirmi il punto preciso in cui indirizzare il mio cannone, un “vecchio“ Sten 115 mambizzato con asta da 7, che fra l’ altro è alla sua seconda uscita stagionale (senza contare quella persa per verificare sensibilità del grilletto e pressione di precarica). Trascorso un minuto dalla capovolta quando ormai sembrava ripetersi la situazione dei tuffi precedenti  noto alla mia destra un massiccio spostamento di castagnole verso sinistra che  però non sono in fuga, dopo alcuni secondi di studio  e dato che la migrazione non si è interrotta comincio a girare lentamente il fucile in quella direzione, meglio non farsi cogliere impreparati,  ma ecco che  improvvisamente le castagnole  accelerano trasformando l’iniziale  spostamento in fuga vera e propria e  da lentamente passo ad una rotazione veloce dato che  quasi in direzione delle mie pinne  la mangianza si apre e si forma quel meraviglioso buco dal quale compaiono due bei testoni ma non ho neanche il tempo di valutare le dimensioni e  la distanza che uno dei due vira immediatamente di 180° mentre l’ altro esita una frazione di secondo mostrandomi il fianco e dandomi la possibilità di finire di portare il fucile in posizione che con lo scoccare del tiro diventano un tutt’uno. Con misto di stupore/gioia  noto il pesce  cadere sul fondo: è un ricciola di una decina di kili,  fulminata con un tiro perfetto ma diciamo quasi involontario e decisamente  affrettato per la paura che seguisse la compagna di viaggio.

 

seguono le foto in acqua e fuori della  “cattura on line” di Marco Arbarello