LEGA NAVALE ITALIANA

Sezione di Savona

 

Catture on line dei PescaSub LNI Savona

14 giugno 2001 - mare di Savona

Un cattura impegnativa.

 

Trascorsa una settimana dalla cattura di una bella ricciola, siamo di nuovo in mare esaltati dalle catture precedenti e convinti di poter fare ancora qualche piacevole incontro.

Questa volta ci portiamo in una zona differente, a pochi minuti di navigazione dal porticciolo della Lega Navale di Savona, costituita da una cigliata che da 8/10 metri di profondità sprofonda ad oltre 20, ottima per il passaggio di qualche grosso pelagico.

Ci posizioniamo a circa trenta metri uno dall’altro praticando come al solito la tecnica dell’aspetto, mimetizzandoci tra gli scogli che caratterizzano la zona grazie all’ausilio delle nostre mute, che  ricoperte da particolari fogli adesivi,riprendono i colori dei fondali della Liguria.

Dopo una ventina di minuti, appena riemerso da uno dei miei tuffi, sento Massimo che mi chiama a squarcia gola ma faccio fatica ad individuarlo a causa del mare increspato dal vento di libeccio. Finalmente riesco a vederlo: si trova a quasi cento metri dalla mia posizione, lo raggiungo velocemente e mi racconta che durante un appostamento a circa 20 metri di fondo una ricciola gli è passata al limite della gittata dei nostri fuciloni ad una velocità spaventosa, per cui ha sparato istintivamente d’imbracciata colpendola però molto bassa in pancia, in un punto in cui la carne è molto tenera e si lacera facilmente. Per non rischiare di perderla l’ha lasciata andare senza esercitare alcuna trazione sulla sagola del mulinello, ormai quasi svuotato dei 90 metri di treccia di nylon da 1,5mm avvolti su di esso. Momentaneamente è impossibile assestare una seconda fucilata al pesce in quanto in quel punto il fondale scende molto e poi, essendo sparata male, si rischia avvicinandosi di spaventarla maggiormente e quindi di strapparla. Torno al gommone, libero l’ancora e mi avvicino a Massimo in modo da offrirgli un appoggio e protezione nell’eventualità che transitasse qualche barca, inoltre lascio il fucile carico a bordo(anche se non si dovrebbe fare perché molto pericoloso) in modo da essere pronto a doppiarla.

Dopo una mezz’oretta di tira e molla, finalmente, il pesce incomincia a cedere e lentamente inizia il recupero della sagola fino a quando Massimo riesce a vedere nettamente la sua sagoma. A quel punto si rivolge a me dicendomi: “Te la senti di doppiarla ?”, so che questa volta è più difficile delle altre perché un secondo colpo  inferto malamente su un pesce già colpito male potrebbe provocare una reazione violentissima delle stesso, causando perdita della preda. Ancoro nuovamente il gommone e in un attimo sono in acqua, mi ventilo a dovere e lentamente, più del solito per non innervosire la ricciola con la mia presenza , scendo verso di lei che ormai nuota su un fianco, giunto a non più di 3 metri prendo con cura la mira e le sparo dietro la testa, a centro corpo.

Un colpo che, per fortuna, la fulmina all’istante.

Una volta issata a bordo ci vuole una bel quarto d’ora per riavvolgere la sagola nel mulinello mentre incominciano le scommesse sul peso, cosi ad occhio sembra leggermente più grossa di quella precedente, ma una volta appesa al gancio del nostro bilancino scopriamo che pesa esattamente come l’altra:  15 Kg.

 

Massimo Fantino e Marco Arbarello