LEGA NAVALE ITALIANA

Sezione di Savona

 


Catture on line dei PescaSub LNI Savona

Catture on line dei PescaSub LNI Savona

 

BILANCIO DEL 2003: UNA STAGIONE DIFFICILE

colpa solo del caldo o anche di una pesca professionale sempre più sconsiderata?

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Per quanto riguarda la pesca subacquea in apnea, la stagione 2003 si è rivelata una delle più avare in fatto di catture degli ultimi anni, complici da una parte il clima torrido che, dal mese di maggio in poi, ha riscaldato eccessivamente l’acqua costringendo la maggior parte dei predatori a spingersi in profondità alla ricerca di temperature più ragionevoli, e dall’altra una pesca professionale sconsiderata che negli ultimi anni ha perpetrato stragi di pesce che hanno notevolmente impoverito le risorse del nostro mare e denotano una miopia senza limiti, perché danneggiano anche chi, come i pescatori, vive di mare e dovrà continuare a farlo negli anni futuri. Queste mattanze, (si è partiti dalle oltre 600 ricciole in una sola cala di tre anni fa, per arrivare alle 2-300 degli ultimi due anni), vengono effettuate con l’ausilio di strumenti di pesca altamente tecnologici( ecoscandagli e sonar ) e di attrezzi di pesca devastanti come le reti di circuizione o cianciolli, che sterminano enormi masse di pesce riunite in folti branchi nel “montone” per la riproduzione.

 

Savona, 12 luglio 2003

Una ricciola da 8 Kg.

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Le nostre catture sportive, come già anticipato nella premessa sulla difficile stagione 2003, non sono state molte nonostante diversi avvistamenti di pelagici anche di grosse dimensioni (circa 25/30 Kg) che manifestavano un comportamento inconsueto,  apparendo molto nervosi e difficili da portare a tiro dei nostri potenti fucili subacquei.

A peggiorare la situazione ci si sono messi anche i problemi di lavoro e, a causa della mancanza di personale in ufficio, mi sono trovato costretto a disertare per alcune settimane le abituali pescate che faccio il venerdì con il mio compagno di pesca Marco ma, per fortuna, sono riuscito a rubare qualche ora di lavoro il sabato mattina partendo prestissimo in modo da essere comunque in ufficio ad un’ora decente.

Questo è il racconto della mia migliore cattura del 2003.

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Sono eccitato e molto concentrato perché, al rientro dalla sua uscita in mare del venerdì, Marco mi ha telefonato dicendomi di aver visto finalmente due ricciole di circa una decina di chili sfrecciargli davanti alla punta del fucile ad altissima velocità, fuori tiro utile e più in basso di un paio di metri rispetto all’appostamento scelto per l’azione di pesca: pesci non in caccia e quindi molto nervosi visto il nuoto accelerato.

C’ è appena un filo di luce sull’orizzonte e nonostante l’ora indecente vedo già arrivare dei “concorrenti” e quindi  mi precipito in acqua per occupare la zona migliore. Giusto il tempo di effettuare un paio d’aspetti, quando vedo improvvisamente che la mangianza che ho di fronte, costituita da menole e castagnole, compie un brusco spostamento  a sinistra, punto immediatamente lo sguardo a destra e vedo arrivare, velocissima, una ricciola. Istintivamente vorrei indirizzarle il  fucile contro ma la ragione ha il sopravvento, infatti nuota così veloce che non avrei il tempo di correggere il tiro e quindi decido di rimanere in posizione ed aspettare che mi sfili davanti al fucile, anche se ha una traiettoria divergente rispetto alla mia posizione; tanto più che pochi giorni prima un piccolo movimento per allineare l’arma mi è costato un pesce di oltre 20 kg. Non appena la vedo in linea con il fucile, sparo; il tiro è lungo ma la  notevole gittata del mio oleopneumatico e le non grosse dimensioni del pesce mi permettono di passarla tranquillamente colpendola leggermente verso la coda, ma comunque bene a centro corpo.

La reazione è violenta come il solito ma, avendola toccata nella spina, la lotta è breve e la recupero velocemente perché voglio nasconderla al sub che si sta avvicinando alla mia posizione. Purtroppo, perdo tempo nel riavvolgere la sagola che mi ha srotolato dal mulinello e vengo scoperto dall’intruso ma non potete immaginare la soddisfazione nello scoprire che si tratta del mio carissimo amico “il vecchio” Angelo al quale ho soffiato la preda da sotto il naso.

Soddisfatto della cattura e di aver preceduto di pochi decisivi istanti il povero Angelo, salgo sul gommone e, mentre rientro velocemente alla L.N.I. per andare almeno un paio d’ore in ufficio a lavorare, telefono a Marco per raccontargli dell’accaduto. Naturalmente non può fare altro che complimentarsi con me non prima però di essere esploso  in una grossissima risata per lo “sgarro” compiuto  ai danni del nostro amico nonché maestro nell’arte di questo tipo di pesca.

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Foto e pesatura verranno fatte a casa al rientro dal lavoro, e il verdetto della bilancia è di 8 Kg. 

 

Testo di Marco Arbarello basato su un “racconto di fine d’anno” di Massimo Fantino, autore della cattura.

 

foto: Massimo Fantino con la ricciola di 8 Kg