LEGA NAVALE ITALIANA

Sezione di Savona

 

Catture on line dei PescaSub LNI Savona

 

Quando meno te lo aspetti

Savona, 11 luglio ’02

Una ricciola da 10,5 Kg

 

Durante la stagione estiva intensifichiamo le nostre battute di pesca e, tempo permettendo, effettuiamo anche un’uscita pomeridiana il venerdì. L’appuntamento è, come di consueto, alla Lega Navale Italiana di Savona all’incirca alle tre e mezza. Verso le 16.30 siamo già in navigazione e, nell’attesa delle ore più propizie per la pesca all’aspetto al pesce di passo, ci fermiamo anche oggi come siamo soliti fare in una zona dal fondale abbastanza regolare, costituita da grotto e posidonia, con profondità che variano tra gli 11 e i 14 metri, dove è possibile incontrare saraghi, qualche corvina e dentici di non grosse dimensioni (massimo 1,5 Kg).

Nel primo tratto la fascia di grotto è abbastanza ampia e riusciamo a pescare senza ostacolarci ma, spostandosi verso la zona posta a levante, siamo costretti ad alternarci nelle discese; ed è in questa zona che avvistiamo un branco di dentici stimati dal chilo al chilo e mezzo e qualche sarago di buona taglia.

Il primo ad avvistare i pesci è Massimo, che dopo essere risalito mi avverte della loro presenza. E’ il mio turno e mi apposto girandomi leggermente verso il mare aperto, ma i dentici mi arrivano da terra e fuggono nel tentativo di aggirarmi. Una volta risalito, descrivo la situazione a Massimo e gli consiglio di appostarsi in diagonale verso terra ma, una volta riemerso, mi dice che gli è capitata la stessa cosa che era accaduta a me nel tuffo precedente: appostamento in direzione terra e pesci che arrivano dal largo. E’ nuovamente il mio turno e, per non sbagliarmi, mi posiziono parallelamente alla costa in modo da poter gestire l’arrivo dei pesci da entrambi i lati, inoltre, in previsione dell’arrivo dei dentici, mi nascondo perfettamente dietro ad un gradino di grotto, ma passano i secondi e all’orizzonte di pesci neanche l’ombra. Mi sollevo leggermente dal nascondiglio per scrutare meglio la zona: un’occhiata sulla mia destra rivela ancora nulla, un’occhiata a sinistra e dal nulla compare il testone di un pesce che inizialmente identifico come un dentice ma, dopo un’attimo di smarrimento, mi rendo conto che è troppo grosso per esserlo. Infatti, si tratta di una ricciola di buona taglia che, veloce come un missile, mi punta fino ad un paio di metri per poi girarsi sul fianco ed accelerare maggiormente il suo nuoto nel tentativo di fuggire verso il mare aperto. Istintivamente e senza mirare alzo il fucile e sparo colpendo il pesce all’altezza della pinna laterale ma in basso sul ventre: per fortuna l’asta trapassa completamente il pesce, che così rimane in sagola. La reazione è violentissima e, mentre risalgo in superficie filando la sagola del mulinello, vedo il pelagico che, nel tentativo di liberarsi dall’asta, scontra ripetutamente contro il fondo, così facendo il nylon s’ingarbuglia nel grotto e la situazione si complica poiché non posso più controllare completamente la reazione della ricciola ma, per fortuna, Massimo si trova a qualche metro dalla mia posizione, basta un cenno e una seconda asta colpisce la colpisce ponendo fine alla lotta.

Siamo entrambi stupiti della cattura perché in questa zona raramente s’incontrano queste specie di predatori. Béh… un po’ di fortuna non guasta mai e in ogni caso bisogna stare sempre in allerta per sfruttare al meglio l’occasione che il mare ci regala: in questo caso un bel regalo da 10,5 Kg.

 

                                                                                                                                      Marco Arbarello